cosa fare quando tuo marito ama due donne?
Se tuo marito ama due donne, cosa devi fare?
Cosa fare se tuo marito ama due donne?
E come fare se lo scopri in un modo in cui non puoi urlare a squarciagola, spaccare i piatti, buttargli fuori dalla finestra tutto il guardaroba, il computer e le macchine fotografiche?
Vi racconto che sto da più di due anni con un uomo così pieno di misteri e di segreti che ancora, a distanza di tempo e di una figlia che sta per compiere due anni, continuano ad affiorare lentamente e come piccole pugnalate che vanno ad affondare nella stessa piaga.
Premetto che mio marito ha 54 anni, mentre io ne ho 35. Non sono una ragazzina, ma certo in confronto ai suoi anni e alle sue tante esperienze di vita diverse (ha vissuto negli Stati Uniti, in Italia in Africa) mi sento una sprovveduta.
Mia madre un giorno me lo disse. Eravamo insieme nel bagno della sua casa. Le avevo fatto conoscere quel giorno stesso R* e non che non le fosse piaciuto, ma aveva notato immediatamente che questa differenza di età e di esperienze sarebbe stato un muro tra di noi. L'impeto dell'innamoramento mi aveva suggerito una risposta immediata e poco riflessiva. Lo amavo, punto e basta e questo era ciò che importava.
A distanza di qualche anno ripenso a quel dubbio di mia madre e alla sua saggezza incompresa.
Con mio marito mi sento sempre di perdere. Mi spiego: con lui mi addosso tutte le colpe di ciò che va male e gli dò tutti i meriti per ciò che va bene. Con lui mi sento sempre di sbagliare e sento che la mia delusione della vita è soltanto una mia responsabilità che non porta a nessun successo.
Rapidamente accanto a lui mi si è spenta ogni voglia di combattere per ciò che credevo fosse importante per me, e ad un tratto l'unica cosa importante è diventata non perderlo. Che contorte queste donne!
Stavo per partorire. Eravamo a Miami, lontani dalla mia famiglia, per poter far nascere nostra figlia negli Stati Uniti, in una clinica dove praticano parto naturale.
In quella città - come del resto in tutti gli Stati Uniti - R* ha la sua famiglia e i suoi amici. Quel giorno - mancavano tre giorni al parto - R* cominciò a ricevere un fitto numero di comunicazioni da suo cugino C* , che vive a Los Angeles. Mio marito a sua volta cominciò a fare telefonate ad amici e a me che lo guardavo stupefatta, senza capire cosa stesse succedendo, disse di aspettare un momento che mi avrebbe spiegato tutto al termine delle telefonate.
"Ho un figlio della tua età" - mi disse dopo aver terminato di parlare con il suo amico di Los Angeles. Io sapevo che lui aveva una figlia di quasi 10 anni: di lei mi aveva, infatti, sempre parlato, ma di questo ragazzo non sapevo niente!
Che cosa strana. Non mi importava il fatto che avesse un figlio, mi stupiva il fatto che non me ne avesse mai parlato e che fosse stato costretto a farlo solo in quel momento per motivi esterni che non erano dipesi da lui.
Suo figlio, infatti, spacciava ecstasy in tutti gli Stati Uniti ed era stato arrestato con l'accusa dii spaccio internazionale. Mio marito aveva appreso la notizia da un cugino e non da sua madre o da sua sorella (sua sorella non gli parla più).
Per accertarsi dei fatti e soprattutto per mettere al sicuro l'altra sua figlia nel caso fosse accaduto qualsiasi cosa al resto della famiglia. R* aveva chiamato un carissimo amico di Los Angeles per metterlo al corrente di tutto e chiedergli di provvedere alla piccola A* nel caso ce ne fosse stato bisogno.
Rimasi di sasso. Così lontana da casa ero da sola con mio marito e con lui avrei voluto urlare e litigare, ma con lui stavo per avere una figlia. Non ricordo neppure come andarono bene i fatti. Quando gli espressi la mia rabbia per avermi tenuto nascosto il fatto, mi rispose che da anni per lui quel figlio era come se fosse morto e che da anni non parlava più di lui con nessuno. Quindi anche con me aveva evitato di parlarne. In quel momento ebbi come la sensazione - ancora non la certezza - che io non ero una persona speciale a cui parlare con franchezza.
Mi disse che se volevo potevo lasciarlo, andarmene. Che se quel fatto era insormontabile tra di noi ero libera di scegliere cosa fare. Quello che di R* mi ha sempre stupito è stata la sua capacità di rinunciare a tutto da un momento all'altro, senza nessun cedimento sentimentale. E questa su di me è sempre stata la sua enorme forza.
Non riuscii a lasciarlo, e dovetti in quel momento scacciare la rabbia per non cadere nel controsenso di vivere con qualcuno a cui rimproveri qualcosa, ma da quel momento provai un senso di impotenza.
E' vero che le persone vivono il ruolo che scelgono di ritagliarsi ed io - per me - ho scelto di vivere il ruolo della vittima. So per certo che nel momento in cui io riuscirò a rinunciare a tutto, smetterò di soffrire delle cose passeggere della vita.
Ho fatto qualcosa che non dovevo fare e che mi ha messo in una posizione scomoda. Ho letto la posta elettronica di mio marito. Ho letto il suo scambio di mail con una donna della quale mi ha sempre parlato da quando lo conosco. Nella sua vita R* ha vissuto in Africa per vari anni. Non tengo neppure il conto delle sue avventure in quel paese alla ricerca dell'oro.
In una di quelle avventure ha conosciuto una donna, che lui descrive sempre come una persona eccezionale, caratterizzata da una forza interiore che le ha permesso di vivere bene anche in condizioni di pericolo, miseria e tristezza.
Fuggita dal suo paese a causa della guerra civile, si è rifugiata in un paese africano con il proprio figlioletto, senza sapere che fine avesse fatto il resto della sua famiglia.
Fino ad oggi non conoscevo i rapporti tra lei e mio marito - ed ancora oggi continuo a non conoscerli, ma solo a sospettarli.
Credevo che si fossero aiutati vicendevolmente e sapevo che lei aveva cucinato per mio marito e per tutto il gruppo dei suoi lavoratori per tutti il tempo in cui R* era rimasto in Africa.
Qualche giorno fa R* mi dice di aver ricevuto una mail dal penitenziario dove è rinchiuso suo figlio. Si tratta di una mail di richiesta: suo figlio, infatti, chiede a lui di comunicare via e-mail, ma per fare questo dovranno monitorare la posta sia in entrata che in uscita.
Mio marito non sa se monitoreranno solo la posta che lui riceverà da suo figlio e scriverà a lui, ma se riusciranno anche a leggere tutto il contenuto della sua casella elettronica. Così, nell'incertezza, ha deciso di ripulire tutta la sua casella di posta elettronica dalle e-mail che riguardano le sue concessioni di oro in Africa. Nel fare questo ha ritrovato l'indirizzo di posta elettronica di questa ragazza africana e dopo tanti anni ha ripreso i contatti con lei.
Questa mattina non ho resistito e ho letto la posta. Forse già sospettavo qualcosa e forse non mi fido abbastanza di mio marito. Così sono venuta a sapere nel modo più doloroso possibile che i due si amano. Ho letto anche che mio marito vorrebbe chiedermi di lasciargli sposare anche lei, ma teme la gelosia delle donne non africane.
Ho letto anche che lei gli ha risposto di non preoccuparsi di questo, che lei cercherà un vero marito in Africa e che certo le donne bianche sono diverse dalle africane e non possono capire.
Ho letto anche che lui le ha dichiarato il suo amore e che, certo, lui mi ama ed io lo amo, ma deve sapere che quando sposerà un altro, lei non avrà un uomo solo che la ama, ma due che la amano: suo marito e mio marito.
Oh, come era felice quando lei ha sentito queste parole. E che uomo straordinario è mio marito e quanto fortunata sono io ad avere un uomo così accanto a me! E quanto è fortunata lei!
Io aspetto che R* mi dica qualcosa e nel frattempo sto come impazzendo.